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Ralph Waldo Emerson

Il primo uomo fu un agricoltore, e ogni nobiltà storica riposa sull’agricoltura.

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In generale, il pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanacee e fu raggruppato da Linneo nel genere Solanum. Successivamente, Miller scisse il genere Solanum, formando il genere Lycopersicon a sua volta comprendente due subgeneri; il subgenere Eulycopersicon C.H. Mull (a frutti rossi e glabri) comprendente la specie L. pimpinellifolium (Just) Mill, e la specie L. esculentum Mill. Il subgenere Eriopersicon C.H. Mull (a frutti verdi e pelosi) comprendente 5 specie: L. peruvianum (L.) Mill., pissisi Phil, L. cheesmanii Riley, L. hirsitum Hund e Bonpl., e L. glandulosum C.H. Mull.

Il Lycopersicon esculentum Mill. presenta numerose varietà botaniche ed ecotipi che differiscono per la morfologia della foglia e dei frutti.

Il pomodoro, in generale, è una specie a tendenza perennante e di durata varia, che si comporta come una pianta annuale in condizioni climatiche caratterizzate da temperature molto variabili nei diversi periodi dell’anno.

L’ecotipo Belmonte (tipo“cuore di Bue”)

Il frutto è una bacca, e si presenta, nella fase di invaiatura, di colore verde con lievi sfumature rosa, poi, nella fase di maturazione assume una tinta rosa-acceso con screziature di rosso e viola (figura in basso); le bacche sono di dimensioni variabili.

Nel frutto possiamo distinguere un epicarpo molto sottile, la buccia, un mesocarpo carnoso di sapore gradevole, bassissima acidità e tendente al dolce, un endocarpo suddiviso in più logge (in numero variabile, dipendenti dalla pezzatura), nel quale sono immersi i pochi semi.

La polpa è piena, con limitati vuoti acquosi, rappresenta circa il 96-97% del frutto, la buccia l’1-2%, il seme l’1-1,5%. Il seme è piccolo, discoidale, schiacciato, ruvido con tegumento peloso. Il peso di mille semi, allo stato secco, è di circa 3-4 gr.

I frutti si distinguono per forma, grandezza e colore; in particolare, nel territorio di Belmonte Calabro, ritroviamo 2 forme dell’ecotipo, che sono a “cuore di bue” e il “gigante”.

La forma a “cuore di bue”, presenta una sezione longitudinale maggiore a quella trasversale e con cicatrice superiore (attaccatura al picciolo) un po’ spostata, per cui raramente si riscontra una perfetta simmetria del frutto; le costolature, appena accennate, sono limitate alla zona di attacco peduncolare. Solitamente la pezzatura, in un frutto normalmente conformato, si aggira tra i 400 e gli 800 gr.

La forma “gigante” invece, presenta un diametro trasversale maggiore o uguale a quello longitudinale, colorazione rosa, costolaturepiù accentuate (circa 1/3) e pezzatura significativamente maggiore, potendo arrivare ad un peso di 1-1,5 kg e oltre.

La durata del ciclo biologico è influenzata dalle condizioni ambientali, dal tipo di coltivazione, ecc.; in linea di massima si aggira mediamente intorno a 150-170 giorni.

Fonte: https://www.arsacweb.it/
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